le storie del lago colorato

 

CUSCINO VOLANTE E IL RE DELLE FATE

Il re delle fate vive in un palazzo  che non si sa bene dove sia. Però arrivarci è molto facile: basta andare dal re delle fate e si arriva al suo palazzo. E’ così che fanno le fate. Ed anche gli altri personaggi magici che sanno della sua esistenza fanno così.

Chi sia il re delle fate e come si faccia a diventare re, non si sa molto bene. E pare che in realtà di re ce ne siano più di uno, e sono tutti bambini o ragazzini molto simpatici, che ridono, ridono, ridono… finchè non cascano all’indietro con tutto il loro trono e si rompono la testa. A questo punto avviene sempre qualche magia involontaria. Poi i re delle fate si rialzano e ridono ancora  più di prima. E’ una loro caratteristica, fanno sempre tutti così.
Il palazzo del re delle fate ha molte torri e molte finestre, perché al re piace guardare tutto ciò che accade nel magico mondo dei sogni dei bambini. Ma la torre più alta è senza finestre. E’ lì che vengono rinchiusi i cuscini volanti che non vogliono volare, o quelli che sono troppo troppo disobbedienti.
Lino era un cuscino volante non molto obbediente. Da diversi giorni il re delle fate stava pensando se rinchiuderlo o no nella torre senza finestre. Ogni volta che assegnava Lino a qualche bambino, lui gli obbediva solo per qualche notte, e poi non gli obbediva più. Lino infatti adorava partecipare alle feste notturne di cuscini, materassi, lenzuola e copertine volanti, e si divertiva tantissimo con i suoi amici. Con i bambini, invece, si annoiava molto, soprattutto perché i bambini si addormentavano subito… e allora lui se ne andava per i fatti suoi. Per questo dopo un po’ i bambini lo lasciavano perdere, lo mettevano via da qualche parte, lo dimenticavano, finchè il re delle fate non lo richiamava nel suo palazzo per assegnarlo a qualche altro bambino.
A chi darlo stavolta? Il re non  sapeva più a chi assegnarlo. E stava proprio per rinchiuderlo nella torre senza finestre quando da una finestra senza torre sentì una bambina che  diceva ai suoi genitori:” Uffa… IO NON VOIO DOMMIRE MAAAAIIIIIII!!!”
“Chi è che non vuole dormire mai?” Guardò subito col suo cannocchiale  tutto storto, lungo lungo e senza lente, e non vide niente. Guardò senza cannocchiale e vide che in una cameretta lontana c’era Giulia, una bambina di un anno, forse un anno e qualche mese, probabilmente una bambina di un anno qualche mese alcuni giorni, poche ore e una decina di minuti. Più o meno. E stava ben sveglia nonostante fosse così tardi.
Guardò bene bene, e per essere sicuro, guardò anche nella notte prima e nella notte prima ancora…era proprio vero: quella bambina non voleva dormire mai e se ne stava a giocare seduta sul suo lettino con un serpente di pezza per tutta la notte. E restava davvero sveglia mentre i suoi genitori si disperavano e piangevano  e alla fine si addormentavano e sognavano per tutta la notte di disperarsi e di piangere.
Telpente bola!!!” diceva la bambina mettendosi a cavallo del pupazzo.
“Serpente vola? Mi hai scambiato per un aereo? Guarda che io sono un serpente e non so volare, io cammino, o se ho fretta vado in bicicletta o in autobus, guido il motoscafo, il taxi, la macchina dei pompieri e il triciclo a due ruote ma non volo tra le stelle!!!” rispondeva il serpente.
“Ho detto boooolaaa!” diceva Giulia e gli dava un gran pugno sulla testa. E serpente vedeva tutte le stelle del cielo, le comete, i pianeti, una luna, due lune, cento lune, e volava, volava… volava felice tra tutte quelle stelle, lune e pianeti prima di risvegliarsi tutto  schiacciato sotto il culetto di Giulietta.
“Perfetto!” disse il e delle fate “proprio la bambina che mi serviva per questo cuscino volante… Ora vedremo se Lino potrà andarsene a spasso da solo la notte approfittando del fatto che tutti dormono! Ah ah ah ah,  questa volta lo sistemo io, ah ah. Ahahahah. AAHAHAHAHAHAHAHA…
E ridendo ridendo se ne cadde all’indietro con tutto il trono e si spaccò la testa. Subito si sprigionò una magia allegrissima e molti bambini trovarono un regalino sotto il cuscino,  e ci fu addirittura  un signore anziano che sognò dodici numeri, li giocò al lotto, uscirono tutti e dodici, diventò miliardario e saltò saltò saltò di felicità finchè non sfondò il letto, cadde e si svegliò.
Far apparire un cuscino nuovo in una casa è sempre un problema: non si può mica fare di colpo, per magia, altrimenti i genitori dicono “da dov’esce questo cuscino?” e lo buttano via pensando che non sia loro…
Ci vuole sempre un piano. E Il re delle fate era bravissimo in questo. I suoi piani erano tutti forti e alla fine uscivano dei pianoforti. Che però suonavano piano piano per non svegliare nessuno.
Ed ecco il piano. Era proprio forte. Dopo qualche giorno i genitori di Giulia andarono a comprare una bella tenda per la cameretta. Giulia era nel passeggino e quando passò davanti alla vetrina dei tendaggi vide un bellissimo cuscino d’oro a strisce argentate che gli sorrise e le disse sottovoce dalla vetrina:”ehi, biondina, lo sai che io so volare? perchè non mi porti con te?”
“Lo boio, lo boio LOOOOO BOOOOOOIOOOOOOO” cominciò a gridare Giulia dal passeggino.  Tutta la città si girò a guardare quella bimba strillona e la mamma si ficcò subito nel negozio facendo scappare tutti i clienti con le dita nelle orecchie.
“Ora basta, Giulia, non ci servono cuscini, ci serve una tenda! Siamo qui per la tenda chiaro?”
Ci fu un urlo fortissimo che durò meno di mezzo secondo e poi Giulia e la sua mamma uscirono zitte zitte dal negozio  con un grandissimo cuscino dorato e argentato sorridente sotto braccio. E fu così che Lino diventò il cuscino di Giulia.
Il re delle fate era molto orgoglioso di questo suo piano forte. E se lo ricordava molto bene. Ogni tanto lo suonava nella testa. Per cui non si stupì affatto quando, qualche anno dopo, Fata Arcobaleno si presentò da lui per chiedergli una cosa molto particolare: il permesso di portare al lago Colorato per diventare fatina una bambina di soli quattro anni…
Non si può fare. Non si fa. Troppo piccola. Questo dicevano le altre fate maestre.  Ma quella bambina era davvero speciale.
“Conosco bene questa Giulia, cara fata Arcobaleno” disse il re delle fate con un tono molto molto severo. “Qualche anno fa le ho affidato un cuscino volante un po’ disobbediente e lei lo ha fatto diventare obbedientissimo. Quindi, anche se è molto piccola, non ho niente in contrario che diventi fatina.  Hai il mio permesso” Fata Arcobaleno fece un gran sorriso e si sprigionarono  molte scintille azzurre nella stanza ma subito il re aggiunse con un tono molto severo puntandole il dito indice minacciosamente: “… ma ricorda!... Ricordati… Ricordati sempre… Ricorda che… che…
“che devo ricordare?”
“Me ne sono scordato!” disse il re e cominciò a ridere così forte che cadde all’indietro con tutto il trono e si spaccò la testa. Ne uscì una magia un pochino divertente e un po’ seria, e molti bambini che avevano la testa fasciata si ritrovarono perfettamente guariti e senza fasce. Il re invece si ritrovò con la testa tutta fasciata e guardandosi nello specchio si mise a ridere così forte che cadde di nuovo all’indietro con tutto il trono e si spaccò di nuovo la testa. Ne venne fuori una magia molto lenta e delicata, ma fata Arcobaleno era stata molto veloce ad andare via per correre a dare la bella notizia alla sua nuova fatina, e quindi non fece in tempo a vedere che magia era venuta fuori stavolta.
E quindi di questa magia non ne ha più saputo niente nessuno.